– La notizia del ricovero, all’Ospedale San Gerardo di Monza, di un giovane in gravi condizioni in seguito a un’infezione da virus AH1N1 ha seminato di nuovo il panico tra gli italiani circa i possibili effetti della famigerata influenza suina. Ma le autorità invitano a diffidare di falsi allarmismi.
L’evoluzione in Sindrome da Distress respiratorio, infatti, riscontrata nel ventiquattrenne, è una complicazione molto rara dell’infezione da virus AH1N1, ma anche di altre numerose infezioni virali.
La letalità della nuova influenza inoltre, sulla base dei dati del Centro Europeo Controllo Malattie (ECDC) di Stoccolma, nei paesi dell’Unione Europea e dell’area EFTA è attualmente dello 0,21%. A livello globale, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è dello 0,98%.
Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la storia di questa pandemia. Ad aprile di quest’anno, si sono registrati in Messico casi di infezione nell’uomo da nuovo virus influenzale di tipo A(H1N1), mai rilevato prima nell’uomo. Il 24 aprile, l’Oms ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione di questa nuova influenza nell’uomo e l’11 giugno ha portato il livello a 6 su 6, dichiarando il periodo pandemico, cioè l’aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo, ma sottolineando il carattere moderato di questa pandemia.
Fonte: Sanihelp.it
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